jueves, 15 de septiembre de 2011

LARGO AL FACTOTUM: IL SUPERLATIVO

La cavatina di Figaro è tra le arie più conosciute italiane grazie alla melodia che si riconosce subito, il suo ritmo energico e la sua vitalità e allegria che esprime ogni nota da capo a fine.
        Bravo, bravissimo,               Pronto, prontissimo
        fortunatissimo                       son come il fulmine
        in verità!                                sono il factotum                                
                                                       della città.
1. Il superlativo assoluto si fa aggiungendo -issimo all'aggettivo o all'avverbio.
2. Oggi giorno si usano, soprattutto tra i giovani, l'affisso greco mega.
               È una megadisteca, è enorme e sempre piena di gente
3. Alcuni aggettivi vengono usati al grado superlativo in frasi idiomatiche:
               Ho camminato tanto, sono stanca morta
               Il Conte di Almaviva era innamorato cotto da Rosina
               È tornato a casa dopo la festa ubriaco fradicio
               Guarda che bella maglietta nuova fiammante!
               Bill Gates è ricco sfondato
               In inverno alle 7 e già buoi pesto
4. Nel parlato è molto frequente ripetere l'aggetivo o l'avverbio
                Maria è bella bella
                Parla pian piano

miércoles, 14 de septiembre de 2011

LA SONNAMBULA di Bellini: il condizionale

Ah, non credea mirarti                                      Potria novel vigore
sì presto estinto, o fiore,                                    il pianto mio donarti...
passasti al par dell'amore                                 Ma ravvivar l'amore
che un giorno sol durò.                                    il pianto mio non può.

Nella'aria la bella Amina cammina sonnambula e confida ad un fior appasito la pena per l'amore perduto. Al risveglio l'incubo è svanito ed Elvino, il suo amato, torna a lei e le restituisce l'anello nuziale. Amina, stupita, quasi non ci crede ed esprime la sua gioia con una cabaletta (Ah! non giunge uman pensiero / al contento ond'io son piena; ai miei sensi io credo appena / tu m'affida, o mio tesor...) veloce e piena di agilità.


Nel testo troviamo due forme verbali antiche e poetiche:
                     Non credea mirarti : credevo
                    Potria novel rigore: potrebbe

Il  condizionale non sempre viene adoperato per esprimere una condizione. Ecco i diversi usi:
 
Condizionale semplice:
1. Possibilità: Potrebbe essere a casa
2. Cortesia: Chiuderesti la finestra?
3. Opinione altrui: Secondo il giornale, oggi pioverebbe
4. Esortazione: Dovresti mangiare di meno
5. Desiderio: Mi piacerebbe viaggiare di più

Condizionale composto:
1. Azione non realizzata né realizzabile: Sarebbe tornato oggi, ma non c'erano dei treni
2. Futuro irreale: L'anno scorso diceva che avrebbe comprato una nuova macchina

                                                                                                                                     AULA  ITALIANA

1. Qual'e il valore del condizionale in queste frasi:

1. Avrei letto il giornale se tu l'avessi comprato
2. Prenderei un caffè volentieri
3. Mi presteresti il dizionario?
4. Avrebbe docuto cantare con più legato
5. Le previsioni dicono che potrebbe nevicare
6. Dovresti studiare di più

2. Scrivi le forme corrette del condizionale:

1. (mangiare) .......................................... il tiramisù, se non fossi a dieta
2. (comprare) ............................................. i biglietti per La Sonnambula, ma erano esauriti
3. Speravo che tu (tornare) ....................................... prima di mezzanotte
4. La prossima settiman (andare) .................................. volentieri in campagna
5. Se Bellini fosse vissuto di più (comporre) .......................................... altri capolavori

                                                                                                                                    BUON  LAVORO !

VINCENZO BELLINI

VINCENZO  BELLINI

Bellini nacque a Catania nel 1801 e morì a Parigi nel 1935.
Era figlio d'arte: il nonno e il padre, entrambi compositori e organisti, furono i suoi primi insegnanti. Vincenzo aveva attitudine per la musica, a sei anni aveva scritto la sua prima composizione e così il bambino prodigio fu avviato allo studio della musica da chiesa.
Poi il giovane passò dalla musica sacra nelle chiese alle canzoni nei salotti, dove conobbe i primi successi non solo artistici ma anche galanti, favoriti da un piacevole aspetto.
Il Comune di Catania gli offrì una borsa di studio per perfezionarsi al Conservatorio de Napoli. Qui ebbe per maestro a N. Zingarelli che fu determinante nella sua formazione di compositore e lo spinse ad appronfondire lo studio del melodramma napoletano, di Haydn e di Mozart.
Visse a MIlano, poi a Londra ed infine a Parigi, sempre accompagnato del successo, anche mondano, e da una discreta fortuna economica saggiamente amministrata, ma tormentato da una malattia intestinale che troncò la sua giovane vita a soli 34 anni.
Le opere che lo hanno reso immortale furono scritte in uno spazio di otto anni, dal 1827 al 1835: Il Pirata, La Straniera, Zaira, I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula, Norma, I Puritani.
Bellini amò la semplicittà e la chiarezza delle forme classiche e rispettò le forme chiuse tipiche del melodramma settecentesco, percorse da una sensibilità nuova e calda che dilata la melodia anche ai recitativi in un "crescendo" lirico inimitabile.
Cantò le atmosfere lirico-sentimentali e i temi cari al Romanticismo italiano.

LA  SONNAMBULA, melodramma lirico in due atti con libretto di Felice Romani.
Prima rappresentazione: Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831.

In un villaggio della Svizzera, la giovane Amina sta per festeggiare le nozze con il suo promesso sposo Elvino ma, per gelosia, Lisa, la padrona dell'osteria, innamorata di Elvino, accusa Amina di esserci recata di notte dal Conte Rodolfo, un gentiluomo tornato al villaggio dopo anni di assenza.
In realtà la povera Amina è sonnambula e le capita nel sonno di passeggiare fuori di casa inconsciamente; ma Elvino non si lascia convincere dalle sue proteste di innocenza e rompe il fidanzamento.
Finalmente Teresa, la madre adottiva di Amina, riesce a provare l'inganno di Lisa nel momento in cui Amina stessa, nel sonno, sotto gli occhi di tutti esce di casa stringendo al cuore un fiore appassito dato da Elvino. Finale rosa con le nozze dei due giovani.


                                                                                                                                      AULA ITALIANA

1. Scrivi adesso tu la trama di un'altra opera di Bellini. 

                                                                                                                                    BUON  LAVORO !

GIULIETTA E ROMEO: PASSATO REMOTO


 
 La storia di Romeo e Giulietta è scritta in presente ma tu devi cambiarla al passato. 
Istruzioni:      1. I verbi sottilineati vanno cambiati al passato remoto
                    2. I verbi sottolineati e in corsivo vanno cambiati in imperfetto 
                3. I numeri tra parentesi corrispondono a i seguenti verbi: (1) era cominciato, (2) vedessi, (39 dovrebbe, (4) fossero, (5) venisse, (6) soffrisse, (7) facesse



GIULIETTA  E  ROMEO

Si accendono le fiaccole, nei saloni, e la luce mette in fuga la notte.
Entrano le maschere e la casa si riempie di chiasso e risate e colori squillanti. La festa è cominciata. (1)
L’allegria del Carnevale canta forte le sue canzoni, come cicala.
I giovani di Verona son tutti qui. Vogliono divertirsi, mettersi in mostra agli occhi degli altri. Ballare.
Conoscono le musiche e i passi delle danze. Conoscono le parole garbate e i gesti cortesi. Vogliono innamorarsi.
Dopo la mezzanotte dame e cavalieri si mettono in cerchio, per l’ultimo ballo.
Romeo Montecchi, un giovane alto e gentile, la mano a una dama che non conosce: è Giulietta Cappulletti, una ragazza incantevole.
Lei lo guarda e parla con dolcezza: “La tua mano riscalda la mia”. “E i tuoi occhi” risponde Romeo, “accendono il mio cuore”.
Giulietta e Romeo s’innamorano così, tra i colori del Carnavale. Il loro è un amore improvviso, ma bello e vivo come il sole che tramonta e risorge.
Non è però un amore facile, perché le loro famiglie, i Cappuletti e i Montecchi, si odiano a morte, da lungo tempo.
Per questo, Romeo può incontrare Giulietta soltanto la sera, di nascosto, quando il buio copre come una maschera il suo viso, e lui può scivolare lungo i muri di Verona e arrampicarsi sul balcone della ragazza senza che nessuno lo veda (2) . È bella, Giulietta, alla luce della luna.
Nevica, stanotte, sulla città silenziosa. Giulietta e Romeo si scambiano parole e promesse d’amore: desiderano sposarsi, anche se il matrimonio dovrà (3) rimanere segreto fino a quando le due famiglie non si saranno (4) pacificate. Nevica. Giulietta e Romeo sussurrano la loro felicità, che è lieve e senza fine.
Al mattino la città sarà bianca come una sposa.      
         Nel monastero di San Francesco, sulla riva del fiume, vive un frate che li può aiutare. È frate Lorenzo, un uomo molto sapiente, amico di Giulietta e di Romeo, che li ascolta e accetta di sposarli, in segreto.
Un giorno di primavera, frate Lorenzo fa entrare Romeo nel suo confessionale. Giulieta già attende in ginocchia, come se volessi confessarsi. Il frate toglie la grata di ferro, in modo che i due giovani si possono guardare. Giulietta e Romeo si scambiano le parole del matrimonio e sono marito e moglie. Sul fiume si alzano gli stormi di gabbiani.
         I due sposi continuano a incontrarsi di nascosto. Aspettano che venga ( 5) il momento buono per parlare ai loro familiari e svelare il matrimonio.
Il loro amore è ogni notte più felice. Ma l’odio tra i Montecchi e i Capulletti è sempre più aspro e un giorno, per le strade di Verona, sotto la porta antica, gli uomini delle due famiglie si scontrano. Romeo si trova al centro della lotta, ma non vuole combattere, non vuole colpire i parenti di Giulietta.
La lotta è violenta. Molti Montecchi sono feriti e messi in fuga. Romeo osserva in disparte. Il volto è teso, sempre più teso, la mano stringe forte l’elsa. Le lame dei Cappulletti squarciano le vesti e i corpi. Romeo scatta. Si scaglia contro Tebaldo, il cugino di Giulietta, e lo uccide con un colpo di spada. C’è del sangue sul selciato di Verona.
         Romeo è scacciato per sempre dalla città e deve rifugiarsi a Mantova.
Giulietta piange, non fa che piangere, e quando i suoi genitori le domandono il motivo di tante lacrime non risponde.
Il padre e la madre non la capiscono. Credono che lei soffra (6) perché non ha ancora uno sposo. Non capiscono. Non sanno che Giulietta è già sposata.
Decidono allora di trovarle un marito e combinano le nozze con un gentiluomo, il Conte di Lodrone.
“Stai allegra, Giulietta! Tra otto giorni sarai la sposa di un bel giovane!” le annuncia la madre. Ma Giulietta non si rallegra. Le sue lacrime anzi raddoppiano. « Non sei contenta,figlia mia ? Ma che vorresti?”. “Morire”.
I genitori di Giulietta, preoccupati e offesi, ordinano che il matrimonio tra Giulietta e il Conte di Lodrone si faccia (7) al più presto.
Giulietta, con il cuore a pezzi, corre allora dal frate Lorenzo: “Datemi del veleno, padre, e io lo berrò”.
Il frate ascolta la ragazza e si commuove: “Non ti darò del veleno, ma una polvere potente: se la berrai, ti farà sembrare morta per quanrantotto ore. I tuoi piangeranno e ti seppelliranno nella tomba della tua famiglia. Quando l’effetto della polvere finirà, ti sveglierai, e io verrò a tirarti fuori. Poi ti travestirai da frate e andremo insieme a Mantova da Romeo. Ma sei disposta a fare tutto questo? Ti metteranno vicino al corpo di Tebaldo, che è morto da pochi giorni”. “Per raggiungere Romeo, attraverserei l’inferno”.
         È notte fonda quando Giulietta scrive a Romeo una lettera per informarlo del piano ideato da frate Lorenzo. Poi, posata la penna, beve la polvere, sciolta dentro una coppa d’acqua. La mano non trema, lo sguardo è sereno come il volto della luna. Amore e coraggio abitano nel cuore.
Domani mattina la troveranno immobile e fredda, le mani congiunte sul petto. Il medico dirà che è morta qualche ora prima, avvelenata.
Con immenso dolore, la seppelliranno nella tomba di famiglia, nel cimitero dei frati di San Francesco.
         Romeo sale a cavallo e si lancia verso Verona. Gli hanno detto che Giulietta si è data la morte col veleno. Non sa che lei è viva. La lettera di Giulietta non gli è arrivata. Il frate che l’ha portata a Mantova non è riuscito a consegnarla in tempo.
Al galoppo, Romeo ritorna nella sua città, mentre il sole del tramonto distende le ombre dei viandanti. Nel cuore nasconde pensieri scuri. Nella tasca un’ampolla di veleno.
         È sera quando Romeo, senza essere riconosciuto, entra a Verona. È notte quando s’incammina verso il cimitero, verso la tomba di Giulietta. Il cielo è nero e senza stelle.
Romeo solleva il coperchio e s’infila nel sepolcro. Ha una lanterna, che scuote ombre tramanti.
Nella tomba c’è il corpo di Tebaldo.... E c’è Giulietta, gli occhi ciechi, la bocca muta, il petto freddo. Giulietta, che era il sole e la luna, la notte e la vita. Giulietta, che è sposa. Per sempre.
Romeo si china e la bacia, piangendo. Poi prende l’ampolla e beve il veleno.
         Mentre Romeo beve l’acqua mortale, Giulietta si sveglia: le quarantotto ore sono ormai trascorse, la polvere ha perso il suo potere. Apre gli occhi. Romeo è lì. Giulietta grida e lo abbraccia, e tra mille baci lo sgrida: “Per quale sciocchezza sei venuto qui, a mettere in pericolo la tua vita? Non ti bastava sapere che la mia morte era finta, che tra poco sarei venuta da te, come ti ho scritto nella lettera?”. “Io non ho ricevuto alcuna lettera”.
         Romeo le dice del veleno, che ha bevuto per morire con lei. Giulietta impallidisce e trema e versa un mare di lacrime sul viso del suo sposo: “Potessi almeno donare a te la mia vita, e morire al posto tuo!”. “Ti prego” risponde Romeo, ormai consumato dal veleno, “quando non ci sarò più, non disprezzare la vita, ma vivi, vivi pensando a me, che muoio davanti ai tuoi occhi, innamorato della tua bellezza!”.
Ma vedendo il suo sposo morire, Giulietta muore, crolla sul corpo senza vita di Romeo, soffocata dal dolore.
La lanterna poco a poco si spegne.
         Sarà frate Lorenzo a trovare i due giovani nel sepolcro. Il frate racconterà a tutti la storia del loro amore segreto. I loro corpi saranno tolti dalla tomba e portati nella chiesa di San Francesco, sopra due tappeti. L’intera città verrà a vederli e si commuoverà.
E i padri di Giulietta e di Romeo, dopo aver pianto a lungo, si abbracceranno.      

PASSATO PROSSIMO O IMPERFETTO?

Inserisce i verbi come ritieni più opportuno, nella lettera che la cliente di una banca ha scritto a sua madre. I verbi sono in ordine:

1. succedere          2. fare              3. entrare            4. rubare           5. prendersi
6. riprendersi        7. scrivere        8. stare               9. essere           10. entrare
11. essere             12. sentire        13. girarsi           14. sembrare    15. passare
16. scappare         17. sentirsi       18. accasciarsi    19. rimanere     20. venire
21. dire                  22. essere        23. sapere           24. avere          25. stare

Cara mamma, 
stamattina ................................... una cosa terribile. Proprio mentre ................................... un bonifico in banca ...................................un rapinatore e ...................................50 mila euro. ................................... uno spavento tremendo, e ancora adesso non  ................................... del tutto. Come ti  ................................... ,  ................................... allo sportello.  ...................................anche contenta perché quando  ................................... non ho visto nessuno ed infatti quando tutto è successo  ................................... l'unica cliente della banca. Improvvisamente  ................................... un uomo urlare: "datemi i soldi!".  ................................... e ho visto questo delinquente col passamontagna.  ................................... un pazzo,  ................................... dietro al banco, ha aperto la cassa, ha preso i soldi e poi  ................................... . Io  ................................... morire.  ...................................a terra e  ................................... lì fino all'arrivo della polizia.
Se ci penso mi ...................................  ancore le lacrime. ...................................  che non ...................................  nemmeno armato, ma io non lo ...................................  , e comunque ................................... paura anche se l'avessi saputo.
Un bacio. Non stare in pensiero,  ...................................  bene.
                                                                                                        Chiara
   

LE PREPOSIZIONI

LE  PREPOSIZIONI

+
il
l’
lo
la
i
gli
le
a
al
all’
allo
alla
ai
agli
alle
di
del
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dallo
dalla
dai
dagli
dalle
in
nel
nell’
nello
nella
nei
negli
nelle
su
sul
sull’
sullo
sulla
sui
sugli
sulle

Per, con,  fra / tra di solito non si usano come preposizioni articolate ma a volte, soprattutto nel linguaggio letterario, potrete trovare le prepesizioni articolate di per e col:


                      col ,  pel . ecc.


Esempi:

                                   La preposizione a

Stato in luogo o moto a luogo:
            Sono    a          Roma   ,  casa, scuola, teatro
            Vado   al         bar
            Vengo  alla       spiaggia
                        all’       estero
Tempo:
            A mezzogiorno a Capodanno               alle cinque                    a presto!

Modo:
            Andare a piedi             spaghetti alla carbonara            tagliare a fette    fatto a mano

Con altre preposizioni:
            Accanto all’edicola      di fronte al bar  davanti alla banca         fino al ponte

Con alcuni verbi:
            Cominciare a suonare              riuscire a studiare         andare a fare    pensare a te


                                   La preposizione in

Stato di luogo o moto a luogo
            Sono in            Italia, un bar, montagna, via Dante, ufficio, Toscana
            Vado  nel Veneto, nelle Marche, negli Stati Uniti

Modo:
            Prendere un caffè in piedi         andare in macchina

Tempo:           
            In estate           in dicembre

                                   La preposizione da

Stato in luogo o moto in luogo (persone)
            Vado da Cristina, da te.  Sono dal medico, dai miei genitori.
Moto da luogo:
            Il treno da Milano        Torno dall’ufficio          Da chi l’hai saputo?
            Una telefonata dal direttore

Davanti a un verbo:
            Cosa c’è da mangiare? C’è da camminare da molto?

In correlazione con la preposizione “a”:
            Dal 3 al 5 aprile           Dalle 7,30 alle 8,30      A pochi chilometri da Pisa

Tempo:
            Abito a Madrid da sei anni                   Cerca casa dall’anno scorso

Fine:
            La vasca da bagno       il bicchiere da vino       le scarpe da tennis

Prezzo:
            Un biglietto da cinque euro                  una camicia da 25 euro


                                   La preposizione di
Provenienza:
            Di dove sei?     Sono di Madrid

Tempo:
            Di mattina        di sera              di giorno          di notte

Materia, contenuto :
            Un pullover di lana       una bottiglia di vino      un bicchiere di vino

Quantità:
            Ho mezz’ora di tempo  un chilo di arance         un po’ di latte  

Partitivo:
            In frigorifero c’è del latte

Specificazione:
            L’orario della scuola                le chiavi di casa

Con alcuni verbi:
            Ho voglia di mangiare qualcosa            smettere di studiare

Argomento :
            Corso d’italiano           libro di matematica

Dopo un comparativo o un superlativo relativo:
            Mario e più alto di Luca           Sei la più piccola di tutti



                                   La preposizione con

Compagnia e unione:
            Sono qui con Dario                  Una coca cola con ghiaccio

Mezzo:
            Partire con la macchina            pagare con la carta di credito

Qualità:           
            Scarpe con il tacco alto            una piazza con due fontane

                                   Le preposizioni fra / tra

Relazione:
            C’è differenza fra i prezzi al banco e al tavolo

Tempo:
            Fra un’ora arrivo          fra le sette e mezza e le otto

                                   La preposizione su

Stato di luogo:
            La camera dà sul cortile           sulla destra vede il museo         il libro è sul  tavolo

Moto a luogo:
            Salire sull’Etna



martes, 13 de septiembre de 2011

ISTRUZIONI  PER  L'USO: L' IMPERATIVO

1. Cambia la persona tu dell'imperativo per voi: Prendete.....

DIECI  REGOLE  D'ORO  PER  CUOCERE  LA  PASTA 


1. Prendi una pentola larga e capiente
2. Dosa l'acqua nella proporzione di 1 litro per ogni 100 grammi di pasta
3. Metti l'acqua sul fuoco
4. Quando l'acqua bolle aggiungi sale grosso marino nella misura di 10 grammi per ogni litro d'acqua
5. Prima di versare la pasta, dopo aver aggiunto il sale, attendi che l'acqua torni a bollire nuovamente
6. Immergi la pasta completamente nell'acqua e mescolala ogni tanto con un cucchiaio di legno
7. Cuoci la pasta a pentola scoperta e su fuoco vivace
8. Segui le indicazioni precedenti, i tempi di cottura della pasta sono quelli riportati in etichetta dal produttore
9. Quando la pasta è al punto giusto di cottura versa un bicchiere di acqua fredda nella pentola per fermare la cottura
10. Scola la pasta, aggiungi il condimento e buon appetito!

2. Leggi le istruzioni sottoelencate e inserisici le parole mancanti (uno è il produtto per fare questa bevanda e l'altra è la macchinette per farlo). A che servono queste istruzioni? Per fare cosa?

1. Versa l'acqua nella caldaia fino alla tacca contrassegnata all'interno
2. Riempi il filtro di ..................  macinato tipo Moka senza premerlo
3. Avvita per bene la ........................ senza far leva sul manico e prima di posizionare la macchinetta, con il coperchio alzato, su una fonte di calore piccola con la fiamma alta
4. Dopo due o tre minuti vedrai che il ............... comincia ad uscire dalla macchinetta fino a che sentirai il caratteristico "sbuffo". A questo punto togli la macchinetta dal fuoco
5. Gira il ................ con un cucchiaino e versalo subito nelle tazzine