La cavatina di Figaro è tra le arie più conosciute italiane grazie alla melodia che si riconosce subito, il suo ritmo energico e la sua vitalità e allegria che esprime ogni nota da capo a fine.
Bravo, bravissimo, Pronto, prontissimo
fortunatissimo son come il fulmine
in verità! sono il factotum
della città.
1. Il superlativo assoluto si fa aggiungendo -issimo all'aggettivo o all'avverbio.
2. Oggi giorno si usano, soprattutto tra i giovani, l'affisso greco mega.
È una megadisteca, è enorme e sempre piena di gente
3. Alcuni aggettivi vengono usati al grado superlativo in frasi idiomatiche:
Ho camminato tanto, sono stanca morta
Il Conte di Almaviva era innamorato cotto da Rosina
È tornato a casa dopo la festa ubriaco fradicio
Guarda che bella maglietta nuova fiammante!
Bill Gates è ricco sfondato
In inverno alle 7 e già buoi pesto
4. Nel parlato è molto frequente ripetere l'aggetivo o l'avverbio
Maria è bella bella
Parla pian piano
Este blog es un espacio común para alumnos, exalumnos y profesores de la Escuela Superior de Canto de Madrid sobre temas relacionados con la lengua, la cultura y la ópera italianas. Os animo a tod@s a participar y que lo convirtáis en un espacio interesante y formativo.
jueves, 15 de septiembre de 2011
miércoles, 14 de septiembre de 2011
LA SONNAMBULA di Bellini: il condizionale
Ah, non credea mirarti Potria novel vigore
sì presto estinto, o fiore, il pianto mio donarti...
passasti al par dell'amore Ma ravvivar l'amore
che un giorno sol durò. il pianto mio non può.
Nella'aria la bella Amina cammina sonnambula e confida ad un fior appasito la pena per l'amore perduto. Al risveglio l'incubo è svanito ed Elvino, il suo amato, torna a lei e le restituisce l'anello nuziale. Amina, stupita, quasi non ci crede ed esprime la sua gioia con una cabaletta (Ah! non giunge uman pensiero / al contento ond'io son piena; ai miei sensi io credo appena / tu m'affida, o mio tesor...) veloce e piena di agilità.
Nel testo troviamo due forme verbali antiche e poetiche:
Non credea mirarti : credevo
Potria novel rigore: potrebbe
Il condizionale non sempre viene adoperato per esprimere una condizione. Ecco i diversi usi:
Condizionale semplice:
1. Possibilità: Potrebbe essere a casa
2. Cortesia: Chiuderesti la finestra?
3. Opinione altrui: Secondo il giornale, oggi pioverebbe
4. Esortazione: Dovresti mangiare di meno
5. Desiderio: Mi piacerebbe viaggiare di più
Condizionale composto:
1. Azione non realizzata né realizzabile: Sarebbe tornato oggi, ma non c'erano dei treni
2. Futuro irreale: L'anno scorso diceva che avrebbe comprato una nuova macchina
AULA ITALIANA
1. Qual'e il valore del condizionale in queste frasi:
1. Avrei letto il giornale se tu l'avessi comprato
2. Prenderei un caffè volentieri
3. Mi presteresti il dizionario?
4. Avrebbe docuto cantare con più legato
5. Le previsioni dicono che potrebbe nevicare
6. Dovresti studiare di più
2. Scrivi le forme corrette del condizionale:
1. (mangiare) .......................................... il tiramisù, se non fossi a dieta
2. (comprare) ............................................. i biglietti per La Sonnambula, ma erano esauriti
3. Speravo che tu (tornare) ....................................... prima di mezzanotte
4. La prossima settiman (andare) .................................. volentieri in campagna
5. Se Bellini fosse vissuto di più (comporre) .......................................... altri capolavori
BUON LAVORO !
sì presto estinto, o fiore, il pianto mio donarti...
passasti al par dell'amore Ma ravvivar l'amore
che un giorno sol durò. il pianto mio non può.
Nella'aria la bella Amina cammina sonnambula e confida ad un fior appasito la pena per l'amore perduto. Al risveglio l'incubo è svanito ed Elvino, il suo amato, torna a lei e le restituisce l'anello nuziale. Amina, stupita, quasi non ci crede ed esprime la sua gioia con una cabaletta (Ah! non giunge uman pensiero / al contento ond'io son piena; ai miei sensi io credo appena / tu m'affida, o mio tesor...) veloce e piena di agilità.
Nel testo troviamo due forme verbali antiche e poetiche:
Non credea mirarti : credevo
Potria novel rigore: potrebbe
Il condizionale non sempre viene adoperato per esprimere una condizione. Ecco i diversi usi:
Condizionale semplice:
1. Possibilità: Potrebbe essere a casa
2. Cortesia: Chiuderesti la finestra?
3. Opinione altrui: Secondo il giornale, oggi pioverebbe
4. Esortazione: Dovresti mangiare di meno
5. Desiderio: Mi piacerebbe viaggiare di più
Condizionale composto:
1. Azione non realizzata né realizzabile: Sarebbe tornato oggi, ma non c'erano dei treni
2. Futuro irreale: L'anno scorso diceva che avrebbe comprato una nuova macchina
AULA ITALIANA
1. Qual'e il valore del condizionale in queste frasi:
1. Avrei letto il giornale se tu l'avessi comprato
2. Prenderei un caffè volentieri
3. Mi presteresti il dizionario?
4. Avrebbe docuto cantare con più legato
5. Le previsioni dicono che potrebbe nevicare
6. Dovresti studiare di più
2. Scrivi le forme corrette del condizionale:
1. (mangiare) .......................................... il tiramisù, se non fossi a dieta
2. (comprare) ............................................. i biglietti per La Sonnambula, ma erano esauriti
3. Speravo che tu (tornare) ....................................... prima di mezzanotte
4. La prossima settiman (andare) .................................. volentieri in campagna
5. Se Bellini fosse vissuto di più (comporre) .......................................... altri capolavori
BUON LAVORO !
VINCENZO BELLINI
VINCENZO BELLINI
Bellini nacque a Catania nel 1801 e morì a Parigi nel 1935.
Era figlio d'arte: il nonno e il padre, entrambi compositori e organisti, furono i suoi primi insegnanti. Vincenzo aveva attitudine per la musica, a sei anni aveva scritto la sua prima composizione e così il bambino prodigio fu avviato allo studio della musica da chiesa.
Poi il giovane passò dalla musica sacra nelle chiese alle canzoni nei salotti, dove conobbe i primi successi non solo artistici ma anche galanti, favoriti da un piacevole aspetto.
Il Comune di Catania gli offrì una borsa di studio per perfezionarsi al Conservatorio de Napoli. Qui ebbe per maestro a N. Zingarelli che fu determinante nella sua formazione di compositore e lo spinse ad appronfondire lo studio del melodramma napoletano, di Haydn e di Mozart.
Visse a MIlano, poi a Londra ed infine a Parigi, sempre accompagnato del successo, anche mondano, e da una discreta fortuna economica saggiamente amministrata, ma tormentato da una malattia intestinale che troncò la sua giovane vita a soli 34 anni.
Le opere che lo hanno reso immortale furono scritte in uno spazio di otto anni, dal 1827 al 1835: Il Pirata, La Straniera, Zaira, I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula, Norma, I Puritani.
Bellini amò la semplicittà e la chiarezza delle forme classiche e rispettò le forme chiuse tipiche del melodramma settecentesco, percorse da una sensibilità nuova e calda che dilata la melodia anche ai recitativi in un "crescendo" lirico inimitabile.
Cantò le atmosfere lirico-sentimentali e i temi cari al Romanticismo italiano.
LA SONNAMBULA, melodramma lirico in due atti con libretto di Felice Romani.
Prima rappresentazione: Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831.
In un villaggio della Svizzera, la giovane Amina sta per festeggiare le nozze con il suo promesso sposo Elvino ma, per gelosia, Lisa, la padrona dell'osteria, innamorata di Elvino, accusa Amina di esserci recata di notte dal Conte Rodolfo, un gentiluomo tornato al villaggio dopo anni di assenza.
In realtà la povera Amina è sonnambula e le capita nel sonno di passeggiare fuori di casa inconsciamente; ma Elvino non si lascia convincere dalle sue proteste di innocenza e rompe il fidanzamento.
Finalmente Teresa, la madre adottiva di Amina, riesce a provare l'inganno di Lisa nel momento in cui Amina stessa, nel sonno, sotto gli occhi di tutti esce di casa stringendo al cuore un fiore appassito dato da Elvino. Finale rosa con le nozze dei due giovani.
AULA ITALIANA
1. Scrivi adesso tu la trama di un'altra opera di Bellini.
BUON LAVORO !
Bellini nacque a Catania nel 1801 e morì a Parigi nel 1935.
Era figlio d'arte: il nonno e il padre, entrambi compositori e organisti, furono i suoi primi insegnanti. Vincenzo aveva attitudine per la musica, a sei anni aveva scritto la sua prima composizione e così il bambino prodigio fu avviato allo studio della musica da chiesa.
Poi il giovane passò dalla musica sacra nelle chiese alle canzoni nei salotti, dove conobbe i primi successi non solo artistici ma anche galanti, favoriti da un piacevole aspetto.
Il Comune di Catania gli offrì una borsa di studio per perfezionarsi al Conservatorio de Napoli. Qui ebbe per maestro a N. Zingarelli che fu determinante nella sua formazione di compositore e lo spinse ad appronfondire lo studio del melodramma napoletano, di Haydn e di Mozart.
Visse a MIlano, poi a Londra ed infine a Parigi, sempre accompagnato del successo, anche mondano, e da una discreta fortuna economica saggiamente amministrata, ma tormentato da una malattia intestinale che troncò la sua giovane vita a soli 34 anni.
Le opere che lo hanno reso immortale furono scritte in uno spazio di otto anni, dal 1827 al 1835: Il Pirata, La Straniera, Zaira, I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula, Norma, I Puritani.
Bellini amò la semplicittà e la chiarezza delle forme classiche e rispettò le forme chiuse tipiche del melodramma settecentesco, percorse da una sensibilità nuova e calda che dilata la melodia anche ai recitativi in un "crescendo" lirico inimitabile.
Cantò le atmosfere lirico-sentimentali e i temi cari al Romanticismo italiano.
LA SONNAMBULA, melodramma lirico in due atti con libretto di Felice Romani.
Prima rappresentazione: Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831.
In un villaggio della Svizzera, la giovane Amina sta per festeggiare le nozze con il suo promesso sposo Elvino ma, per gelosia, Lisa, la padrona dell'osteria, innamorata di Elvino, accusa Amina di esserci recata di notte dal Conte Rodolfo, un gentiluomo tornato al villaggio dopo anni di assenza.
In realtà la povera Amina è sonnambula e le capita nel sonno di passeggiare fuori di casa inconsciamente; ma Elvino non si lascia convincere dalle sue proteste di innocenza e rompe il fidanzamento.
Finalmente Teresa, la madre adottiva di Amina, riesce a provare l'inganno di Lisa nel momento in cui Amina stessa, nel sonno, sotto gli occhi di tutti esce di casa stringendo al cuore un fiore appassito dato da Elvino. Finale rosa con le nozze dei due giovani.
AULA ITALIANA
1. Scrivi adesso tu la trama di un'altra opera di Bellini.
BUON LAVORO !
GIULIETTA E ROMEO: PASSATO REMOTO
La storia di Romeo e Giulietta è scritta in presente ma tu devi cambiarla al passato.
Istruzioni: 1. I verbi sottilineati vanno cambiati al passato remoto
2. I verbi sottolineati e in corsivo vanno cambiati in imperfetto
3. I numeri tra parentesi corrispondono a i seguenti verbi: (1) era cominciato, (2) vedessi, (39 dovrebbe, (4) fossero, (5) venisse, (6) soffrisse, (7) facesse
GIULIETTA E ROMEO
Si accendono le fiaccole, nei saloni, e la luce mette in fuga la notte.
Entrano le maschere e la casa si riempie di chiasso e risate e colori squillanti. La festa è cominciata. (1)
L’allegria del Carnevale canta forte le sue canzoni, come cicala.
I giovani di Verona son tutti qui. Vogliono divertirsi, mettersi in mostra agli occhi degli altri. Ballare.
Conoscono le musiche e i passi delle danze. Conoscono le parole garbate e i gesti cortesi. Vogliono innamorarsi.
Dopo la mezzanotte dame e cavalieri si mettono in cerchio, per l’ultimo ballo.
Romeo Montecchi, un giovane alto e gentile, dá la mano a una dama che non conosce: è Giulietta Cappulletti, una ragazza incantevole.
Lei lo guarda e parla con dolcezza: “La tua mano riscalda la mia”. “E i tuoi occhi” risponde Romeo, “accendono il mio cuore”.
Giulietta e Romeo s’innamorano così, tra i colori del Carnavale. Il loro è un amore improvviso, ma bello e vivo come il sole che tramonta e risorge.
Non è però un amore facile, perché le loro famiglie, i Cappuletti e i Montecchi, si odiano a morte, da lungo tempo.
Per questo, Romeo può incontrare Giulietta soltanto la sera, di nascosto, quando il buio copre come una maschera il suo viso, e lui può scivolare lungo i muri di Verona e arrampicarsi sul balcone della ragazza senza che nessuno lo veda (2) . È bella, Giulietta, alla luce della luna.
Nevica, stanotte, sulla città silenziosa. Giulietta e Romeo si scambiano parole e promesse d’amore: desiderano sposarsi, anche se il matrimonio dovrà (3) rimanere segreto fino a quando le due famiglie non si saranno (4) pacificate. Nevica. Giulietta e Romeo sussurrano la loro felicità, che è lieve e senza fine.
Al mattino la città sarà bianca come una sposa.
Nel monastero di San Francesco, sulla riva del fiume, vive un frate che li può aiutare. È frate Lorenzo, un uomo molto sapiente, amico di Giulietta e di Romeo, che li ascolta e accetta di sposarli, in segreto.
Un giorno di primavera, frate Lorenzo fa entrare Romeo nel suo confessionale. Giulieta già attende in ginocchia, come se volessi confessarsi. Il frate toglie la grata di ferro, in modo che i due giovani si possono guardare. Giulietta e Romeo si scambiano le parole del matrimonio e sono marito e moglie. Sul fiume si alzano gli stormi di gabbiani.
I due sposi continuano a incontrarsi di nascosto. Aspettano che venga ( 5) il momento buono per parlare ai loro familiari e svelare il matrimonio.
Il loro amore è ogni notte più felice. Ma l’odio tra i Montecchi e i Capulletti è sempre più aspro e un giorno, per le strade di Verona, sotto la porta antica, gli uomini delle due famiglie si scontrano. Romeo si trova al centro della lotta, ma non vuole combattere, non vuole colpire i parenti di Giulietta.
La lotta è violenta. Molti Montecchi sono feriti e messi in fuga. Romeo osserva in disparte. Il volto è teso, sempre più teso, la mano stringe forte l’elsa. Le lame dei Cappulletti squarciano le vesti e i corpi. Romeo scatta. Si scaglia contro Tebaldo, il cugino di Giulietta, e lo uccide con un colpo di spada. C’è del sangue sul selciato di Verona.
Romeo è scacciato per sempre dalla città e deve rifugiarsi a Mantova.
Giulietta piange, non fa che piangere, e quando i suoi genitori le domandono il motivo di tante lacrime non risponde.
Il padre e la madre non la capiscono. Credono che lei soffra (6) perché non ha ancora uno sposo. Non capiscono. Non sanno che Giulietta è già sposata.
Decidono allora di trovarle un marito e combinano le nozze con un gentiluomo, il Conte di Lodrone.
“Stai allegra, Giulietta! Tra otto giorni sarai la sposa di un bel giovane!” le annuncia la madre. Ma Giulietta non si rallegra. Le sue lacrime anzi raddoppiano. « Non sei contenta,figlia mia ? Ma che vorresti?”. “Morire”.
I genitori di Giulietta, preoccupati e offesi, ordinano che il matrimonio tra Giulietta e il Conte di Lodrone si faccia (7) al più presto.
Giulietta, con il cuore a pezzi, corre allora dal frate Lorenzo: “Datemi del veleno, padre, e io lo berrò”.
Il frate ascolta la ragazza e si commuove: “Non ti darò del veleno, ma una polvere potente: se la berrai, ti farà sembrare morta per quanrantotto ore. I tuoi piangeranno e ti seppelliranno nella tomba della tua famiglia. Quando l’effetto della polvere finirà, ti sveglierai, e io verrò a tirarti fuori. Poi ti travestirai da frate e andremo insieme a Mantova da Romeo. Ma sei disposta a fare tutto questo? Ti metteranno vicino al corpo di Tebaldo, che è morto da pochi giorni”. “Per raggiungere Romeo, attraverserei l’inferno”.
È notte fonda quando Giulietta scrive a Romeo una lettera per informarlo del piano ideato da frate Lorenzo. Poi, posata la penna, beve la polvere, sciolta dentro una coppa d’acqua. La mano non trema, lo sguardo è sereno come il volto della luna. Amore e coraggio abitano nel cuore.
Domani mattina la troveranno immobile e fredda, le mani congiunte sul petto. Il medico dirà che è morta qualche ora prima, avvelenata.
Con immenso dolore, la seppelliranno nella tomba di famiglia, nel cimitero dei frati di San Francesco.
Romeo sale a cavallo e si lancia verso Verona. Gli hanno detto che Giulietta si è data la morte col veleno. Non sa che lei è viva. La lettera di Giulietta non gli è arrivata. Il frate che l’ha portata a Mantova non è riuscito a consegnarla in tempo.
Al galoppo, Romeo ritorna nella sua città, mentre il sole del tramonto distende le ombre dei viandanti. Nel cuore nasconde pensieri scuri. Nella tasca un’ampolla di veleno.
È sera quando Romeo, senza essere riconosciuto, entra a Verona. È notte quando s’incammina verso il cimitero, verso la tomba di Giulietta. Il cielo è nero e senza stelle.
Romeo solleva il coperchio e s’infila nel sepolcro. Ha una lanterna, che scuote ombre tramanti.
Nella tomba c’è il corpo di Tebaldo.... E c’è Giulietta, gli occhi ciechi, la bocca muta, il petto freddo. Giulietta, che era il sole e la luna, la notte e la vita. Giulietta, che è sposa. Per sempre.
Romeo si china e la bacia, piangendo. Poi prende l’ampolla e beve il veleno.
Mentre Romeo beve l’acqua mortale, Giulietta si sveglia: le quarantotto ore sono ormai trascorse, la polvere ha perso il suo potere. Apre gli occhi. Romeo è lì. Giulietta grida e lo abbraccia, e tra mille baci lo sgrida: “Per quale sciocchezza sei venuto qui, a mettere in pericolo la tua vita? Non ti bastava sapere che la mia morte era finta, che tra poco sarei venuta da te, come ti ho scritto nella lettera?”. “Io non ho ricevuto alcuna lettera”.
Romeo le dice del veleno, che ha bevuto per morire con lei. Giulietta impallidisce e trema e versa un mare di lacrime sul viso del suo sposo: “Potessi almeno donare a te la mia vita, e morire al posto tuo!”. “Ti prego” risponde Romeo, ormai consumato dal veleno, “quando non ci sarò più, non disprezzare la vita, ma vivi, vivi pensando a me, che muoio davanti ai tuoi occhi, innamorato della tua bellezza!”.
Ma vedendo il suo sposo morire, Giulietta muore, crolla sul corpo senza vita di Romeo, soffocata dal dolore.
La lanterna poco a poco si spegne.
Sarà frate Lorenzo a trovare i due giovani nel sepolcro. Il frate racconterà a tutti la storia del loro amore segreto. I loro corpi saranno tolti dalla tomba e portati nella chiesa di San Francesco, sopra due tappeti. L’intera città verrà a vederli e si commuoverà.
E i padri di Giulietta e di Romeo, dopo aver pianto a lungo, si abbracceranno.
PASSATO PROSSIMO O IMPERFETTO?
Inserisce i verbi come ritieni più opportuno, nella lettera che la cliente di una banca ha scritto a sua madre. I verbi sono in ordine:
1. succedere 2. fare 3. entrare 4. rubare 5. prendersi
6. riprendersi 7. scrivere 8. stare 9. essere 10. entrare
11. essere 12. sentire 13. girarsi 14. sembrare 15. passare
16. scappare 17. sentirsi 18. accasciarsi 19. rimanere 20. venire
21. dire 22. essere 23. sapere 24. avere 25. stare
Cara mamma,
stamattina ................................... una cosa terribile. Proprio mentre ................................... un bonifico in banca ...................................un rapinatore e ...................................50 mila euro. ................................... uno spavento tremendo, e ancora adesso non ................................... del tutto. Come ti ................................... , ................................... allo sportello. ...................................anche contenta perché quando ................................... non ho visto nessuno ed infatti quando tutto è successo ................................... l'unica cliente della banca. Improvvisamente ................................... un uomo urlare: "datemi i soldi!". ................................... e ho visto questo delinquente col passamontagna. ................................... un pazzo, ................................... dietro al banco, ha aperto la cassa, ha preso i soldi e poi ................................... . Io ................................... morire. ...................................a terra e ................................... lì fino all'arrivo della polizia.
Se ci penso mi ................................... ancore le lacrime. ................................... che non ................................... nemmeno armato, ma io non lo ................................... , e comunque ................................... paura anche se l'avessi saputo.
Un bacio. Non stare in pensiero, ................................... bene.
Chiara
1. succedere 2. fare 3. entrare 4. rubare 5. prendersi
6. riprendersi 7. scrivere 8. stare 9. essere 10. entrare
11. essere 12. sentire 13. girarsi 14. sembrare 15. passare
16. scappare 17. sentirsi 18. accasciarsi 19. rimanere 20. venire
21. dire 22. essere 23. sapere 24. avere 25. stare
Cara mamma,
stamattina ................................... una cosa terribile. Proprio mentre ................................... un bonifico in banca ...................................un rapinatore e ...................................50 mila euro. ................................... uno spavento tremendo, e ancora adesso non ................................... del tutto. Come ti ................................... , ................................... allo sportello. ...................................anche contenta perché quando ................................... non ho visto nessuno ed infatti quando tutto è successo ................................... l'unica cliente della banca. Improvvisamente ................................... un uomo urlare: "datemi i soldi!". ................................... e ho visto questo delinquente col passamontagna. ................................... un pazzo, ................................... dietro al banco, ha aperto la cassa, ha preso i soldi e poi ................................... . Io ................................... morire. ...................................a terra e ................................... lì fino all'arrivo della polizia.
Se ci penso mi ................................... ancore le lacrime. ................................... che non ................................... nemmeno armato, ma io non lo ................................... , e comunque ................................... paura anche se l'avessi saputo.
Un bacio. Non stare in pensiero, ................................... bene.
Chiara
LE PREPOSIZIONI
LE PREPOSIZIONI
+ | il | l’ | lo | la | i | gli | le |
a | al | all’ | allo | alla | ai | agli | alle |
di | del | dell’ | dello | della | dei | degli | delle |
da | dal | dall’ | dallo | dalla | dai | dagli | dalle |
in | nel | nell’ | nello | nella | nei | negli | nelle |
su | sul | sull’ | sullo | sulla | sui | sugli | sulle |
Per, con, fra / tra di solito non si usano come preposizioni articolate ma a volte, soprattutto nel linguaggio letterario, potrete trovare le prepesizioni articolate di per e col:
col , pel . ecc.
col , pel . ecc.
Esempi:
La preposizione a
Stato in luogo o moto a luogo:
Sono a Roma , casa, scuola, teatro
Vado al bar
Vengo alla spiaggia
all’ estero
Tempo:
A mezzogiorno a Capodanno alle cinque a presto!
Modo:
Andare a piedi spaghetti alla carbonara tagliare a fette fatto a mano
Con altre preposizioni:
Accanto all’edicola di fronte al bar davanti alla banca fino al ponte
Con alcuni verbi:
Cominciare a suonare riuscire a studiare andare a fare pensare a te
La preposizione in
Stato di luogo o moto a luogo
Sono in Italia, un bar, montagna, via Dante, ufficio, Toscana
Vado nel Veneto, nelle Marche, negli Stati Uniti
Modo:
Prendere un caffè in piedi andare in macchina
Tempo:
In estate in dicembre
La preposizione da
Stato in luogo o moto in luogo (persone)
Vado da Cristina, da te. Sono dal medico, dai miei genitori.
Moto da luogo:
Il treno da Milano Torno dall’ufficio Da chi l’hai saputo?
Una telefonata dal direttore
Davanti a un verbo:
Cosa c’è da mangiare? C’è da camminare da molto?
In correlazione con la preposizione “a”:
Dal 3 al 5 aprile Dalle 7,30 alle 8,30 A pochi chilometri da Pisa
Tempo:
Abito a Madrid da sei anni Cerca casa dall’anno scorso
Fine:
La vasca da bagno il bicchiere da vino le scarpe da tennis
Prezzo:
Un biglietto da cinque euro una camicia da 25 euro
La preposizione di
Provenienza:
Di dove sei? Sono di Madrid
Tempo:
Di mattina di sera di giorno di notte
Materia, contenuto :
Un pullover di lana una bottiglia di vino un bicchiere di vino
Quantità:
Ho mezz’ora di tempo un chilo di arance un po’ di latte
Partitivo:
In frigorifero c’è del latte
Specificazione:
L’orario della scuola le chiavi di casa
Con alcuni verbi:
Ho voglia di mangiare qualcosa smettere di studiare
Argomento :
Corso d’italiano libro di matematica
Dopo un comparativo o un superlativo relativo:
Mario e più alto di Luca Sei la più piccola di tutti
La preposizione con
Compagnia e unione:
Sono qui con Dario Una coca cola con ghiaccio
Mezzo:
Partire con la macchina pagare con la carta di credito
Qualità:
Scarpe con il tacco alto una piazza con due fontane
Le preposizioni fra / tra
Relazione:
C’è differenza fra i prezzi al banco e al tavolo
Tempo:
Fra un’ora arrivo fra le sette e mezza e le otto
La preposizione su
Stato di luogo:
La camera dà sul cortile sulla destra vede il museo il libro è sul tavolo
Moto a luogo:
Salire sull’Etna
martes, 13 de septiembre de 2011
ISTRUZIONI PER L'USO: L' IMPERATIVO
1. Cambia la persona tu dell'imperativo per voi: Prendete.....
DIECI REGOLE D'ORO PER CUOCERE LA PASTA
1. Prendi una pentola larga e capiente
2. Dosa l'acqua nella proporzione di 1 litro per ogni 100 grammi di pasta
3. Metti l'acqua sul fuoco
4. Quando l'acqua bolle aggiungi sale grosso marino nella misura di 10 grammi per ogni litro d'acqua
5. Prima di versare la pasta, dopo aver aggiunto il sale, attendi che l'acqua torni a bollire nuovamente
6. Immergi la pasta completamente nell'acqua e mescolala ogni tanto con un cucchiaio di legno
7. Cuoci la pasta a pentola scoperta e su fuoco vivace
8. Segui le indicazioni precedenti, i tempi di cottura della pasta sono quelli riportati in etichetta dal produttore
9. Quando la pasta è al punto giusto di cottura versa un bicchiere di acqua fredda nella pentola per fermare la cottura
10. Scola la pasta, aggiungi il condimento e buon appetito!
2. Leggi le istruzioni sottoelencate e inserisici le parole mancanti (uno è il produtto per fare questa bevanda e l'altra è la macchinette per farlo). A che servono queste istruzioni? Per fare cosa?
1. Versa l'acqua nella caldaia fino alla tacca contrassegnata all'interno
2. Riempi il filtro di .................. macinato tipo Moka senza premerlo
3. Avvita per bene la ........................ senza far leva sul manico e prima di posizionare la macchinetta, con il coperchio alzato, su una fonte di calore piccola con la fiamma alta
4. Dopo due o tre minuti vedrai che il ............... comincia ad uscire dalla macchinetta fino a che sentirai il caratteristico "sbuffo". A questo punto togli la macchinetta dal fuoco
5. Gira il ................ con un cucchiaino e versalo subito nelle tazzine
1. Cambia la persona tu dell'imperativo per voi: Prendete.....
DIECI REGOLE D'ORO PER CUOCERE LA PASTA
1. Prendi una pentola larga e capiente
2. Dosa l'acqua nella proporzione di 1 litro per ogni 100 grammi di pasta
3. Metti l'acqua sul fuoco
4. Quando l'acqua bolle aggiungi sale grosso marino nella misura di 10 grammi per ogni litro d'acqua
5. Prima di versare la pasta, dopo aver aggiunto il sale, attendi che l'acqua torni a bollire nuovamente
6. Immergi la pasta completamente nell'acqua e mescolala ogni tanto con un cucchiaio di legno
7. Cuoci la pasta a pentola scoperta e su fuoco vivace
8. Segui le indicazioni precedenti, i tempi di cottura della pasta sono quelli riportati in etichetta dal produttore
9. Quando la pasta è al punto giusto di cottura versa un bicchiere di acqua fredda nella pentola per fermare la cottura
10. Scola la pasta, aggiungi il condimento e buon appetito!
2. Leggi le istruzioni sottoelencate e inserisici le parole mancanti (uno è il produtto per fare questa bevanda e l'altra è la macchinette per farlo). A che servono queste istruzioni? Per fare cosa?
1. Versa l'acqua nella caldaia fino alla tacca contrassegnata all'interno
2. Riempi il filtro di .................. macinato tipo Moka senza premerlo
3. Avvita per bene la ........................ senza far leva sul manico e prima di posizionare la macchinetta, con il coperchio alzato, su una fonte di calore piccola con la fiamma alta
4. Dopo due o tre minuti vedrai che il ............... comincia ad uscire dalla macchinetta fino a che sentirai il caratteristico "sbuffo". A questo punto togli la macchinetta dal fuoco
5. Gira il ................ con un cucchiaino e versalo subito nelle tazzine
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